Pizzo Tre Signori

PARTENZA: Pescegallo (Gerola Alta)

ARRIVO: Pizzo Tre Signori

DISLIVELLO: +1104 m

DIFFICOLTÀ: E (escursionistica)

DURATA: 4 h

Alla prima rotonda all’ingresso di Morbegno (per chi proviene da Milano) prendiamo a destra, ed alla successiva ancora a destra; dopo il ponte che attraversa il fiume Bitto a Morbegno, imbocchiamo la Strada Provinciale n° 7 della Valgerola, saliamo a Gerola Alta e proseguiamo fino al termine della strada, a Pescegallo (1450 m). Parcheggiamo qui ed incamminiamoci sul sentiero che si trova ad ovest degli impianti di risalita (indicazioni per l’anello dei laghi). Il sentiero entra subito in una pineta, sale e raggiunge presso una baita isolata la deviazione a sinistra per la Val Tronella. La ignoriamo e proseguiamo uscendo dal bosco. Superato il torrente Tronella cominciamo a salire con ripidi tornanti un ampio dosso che costituisce il fianco orientale del Pizzo del Mezzodì, per poi prendere a destra e raggiungere, con un tratto pianeggiante verso nord-ovest il dosso panoramico con una pozza e la baita di quota 1835 (il Pic). Il sentiero prosegue volgendo a sinistra e salendo gradualmente verso l’imbocco della Val Pianella, in direzione sud-ovest. Scende quindi ad un avvallamento e risale al camminamento dello sbarramento del lago di Trona. Oltre il camminamento, riprendiamo a salire, superando alcune roccette (con un primo tratto protetto sulla destra) e raggiungendo un pianoro a sinistra del quale vediamo la baita solitaria quotata 1888 metri. Qui dobbiamo prestare attenzione, perché troviamo un bivio non molto evidente, al quale si stacca, sulla sinistra del sentiero principale, un sentierino che sale, per via direttissima, al lago dell’Inferno. Non c’è segnalazione. Unico ausilio, l’indicazione su un masso “lago Zancone”; poco più avanti, ad un nuovo bivio, lasciamo la traccia per il lago Zancone che va a sinistra e proseguiamo a destra (indicazione lago Inferno direttissima). Il sentierino non è molto visibile e risale il l’ampio versante di sfasciumi che si stende ai piedi del limite settentrionale della costiera del pizzo di Trona; dopo un traverso a destra, supera un passaggino esposto sulla destra (attenzione!), per poi risalire, con molti tornantini, un versante di sfasciumi; lasciati gli sfasciumi sulla sinistra, continua nella salita (pochi i segnavia), con un curioso passaggio su roccia che si apre ad una cavità nella roccia (corda fissa). Infine passiamo a sinistra di un forno fusore e raggiungiamo gli edifici nei pressi del camminamento della diga del lago dell’Inferno (2085 m). Anche qui attraversiamo il camminamento e sul lato opposto seguiamo le indicazioni per la bocchetta del Varrone, salendo verso sinistra (ma evitando di imboccare sulla sinistra il sentiero più basso per la valle dell’Inferno). Giunti alla bocchetta del Varrone (2126 m) vediamo poco sotto, a destra, il rifugio Falc. Saliamo ancora seguendo le indicazioni per la bocchetta di Piazzocco (2252 m), che raggiungiamo dopo una salita, con qualche tornantino, su un largo sentiero. Qui ignoriamo la deviazione che scende (sentiero del Cardinale) e proseguiamo su debole traccia verso sud-sud-est. Dopo un primo tratto troviamo un segnavia rosso-bianco-rosso (primo di una lunga serie). Poco oltre, una paretina rocciosa può dare qualche problema: la possiamo facilmente aggirare scendendo di pochi metri sulla destra. Incontriamo poi una piccola finestra sul crinale alla nostra sinistra, dalla quale si mostra il pizzo di Trona. A quota 2330 termina la fascia di pascoli e ci troviamo di fronte al largo versante settentrionale del pizzo, che risaliamo un po’ a zig-zag, destreggiandoci fra facili rocce e canalini (i segnavia, rosso-bianco-rossi e bianco-gialli, e gli ometti dettano il percorso) e raggiungendo dopo brevissima discesa una nuova più larga porta del crinale, a quota 2415: la croce di vetta è ormai ben visibile, in alto, davanti a noi. Nel primo tratto dell’ultima salita stiamo sulla sinistra, per poi piegare a destra, su facili roccette. Passiamo, quindi, a sinistra di un nevaietto ed approdiamo ad un’ultima piana erbosa (2490 m), che adduce ad una terza porta (bocchetta alta di Foppagrande, 2450 m), cui giungiamo dopo brevissima discesa. Ci attende l’ultimo strappo: il sentiero risale, in diagonale, verso sinistra, zigzagando, il ripido versante di terriccio e piccoli sassi; poi piega a destra e di nuovo a sinistra: mani a terra, dobbiamo superare alcune facili roccette, prima di trovarci proprio sotto la cima. Dopo un brevissimo tratto a destra, il sentiero termina ad una placca non difficile, superata la quale siamo alla pianetta della cima del pizzo dei Tre Signori (2554 m).